In controtendenza con altri paesi, l’India consuma sempre più carbone. In particolare, secondo l’Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia, i consumi del combustibile più inquinante aumenteranno nel Subcontinente del 3,3% all’anno, a 605 milioni di tonnellate. L’India ne ha bisogno per produrre elettricità con le sue centrali termiche e per alimentare l’industria siderurgica. C’è da riconoscere che il paese fa degli sforzi per ridurre le emissioni. Durante la Cop21 del 2015, il terzo grande inquinatore del mondo si è impegnato a ridurre entro il 2030 le sue emissioni di Co2 del 35% in rapporto al pii. L’India prevede di inoltre di produrre il 40% dell’elettricità (contro il 30% attuale) da fonti non fossili. Tuttavia le autorità indiane auspicano di far accedere all’elettricità il 100% della popolazione (contro il 75% di oggi) e si devono confrontare con un’esplosione demografica che farà del Subcontinente, nel 2030, il paese più popolato del mondo, con 1,5 miliardi di abitanti. Risultato: le emissioni di gas a effetto serra continueranno ad aumentare in valore assoluto nel corso dei prossimi anni, prevede l’Aie. E, alla fine, la quota del carbone nelle fonti energetiche utilizzate nel mondo passerà dal 27% nel 2016 al 26% nel 2011. Praticamente un’inezia.

Leggi tutto clicca